Michele De Conti

Cosa dicono di lui

Artista versatile e poliedrico, quando si accosta all’immagine Michele lo fa quasi sempre con un approccio classico, formale, costantemente innovato dal suo modo di trattare il nero. Usa poco il colore nei suoi ritratti, riuscendo però ugualmente a “colorarli” di emozioni. Se ne percepisce l’intensità attraverso netti tagli di luce che catturano l’attimo che fugge.
La sua scultura è invece caratterizzata da una spinta costante alla sperimentazione. Difficilmente sceglie per una sua nuova opera lo stesso materiale di quella precedente. Questa costante ricerca di nuovi vettori espressivi lo ha portato ad utilizzare finora: marmo; pietra serena; legno di frassino, di noce, tronchi di acacia, scarti industriali di abete e pioppo; ferro, fibre acriliche, rete metallica, gesso e resine. Ogni volta affronta le sfide legate alle specificità della materia con una poetica del tutto personale, sempre leggibile pur nell’estrema diversità dei soggetti trattati, siano esse figure umane, animali, astrazioni concettuali o sintesi di aspetti della natura.
Lo si apprezza in particolare nelle figure mitologiche che popolano il suo Parco: Il Bosco dell’Arte, dove draghi di legno e ferro convivono amabilmente con animali più o meno domestici all’imbocco della tana e dai nidi in attesa di nuovi inquilini immaginari. La natura ed i suoi materiali sono esaltati da queste presenze che raccontano ai visitatori storie fantastiche e suggestive assieme a ricordi di vite vissute di cui si leggono evidenti tracce sapientemente valorizzate dalla sua arte. Qui invece il colore è protagonista, non tanto quello della materia delle sculture, quanto quello delle stagioni che ne divengono elementi essenziali in una continua metamorfosi cromatica che modifica la percezione dell’osservatore così da rendere l’opera costantemente rinnovata.

Le sue opere nel parco

Guardare come minuti pezzi di tavola scartati da qualsiasi lavorazione e adatti oramai solo per il fuoco pazientemente si compongo, uno ad uno, fino a sortire una forma definita, e chissà perché proprio quell’unica forma fra le infinite possibili, rievoca il modo in cui i secondi scanditi dall’orologio del tempo si compongono in un’indissolubile successione a formare la nostra vita, unica e irripetibile fra le infinite vite possibili, che ognuno plasma, momento dopo momento, seguendo linee prima imprevedibili che una volta agite si rivelano essere le uniche possibili.
A questo ci conduce Michele con le sue forme irrequiete, apparentemente casuali, che assemblate un pezzo alla volta, seguono un invisibile fil rouge che si rivela solo a posteriori per cristallizzarsi in strutture che giocano con lo spazio, l’ombra e la luce, sempre protese a raggiungere il celeste del cielo nel quale sembrano dissolversi. Forme statiche solo per chi è immobile ma che sembrano prendere vita e muoversi se si cambia il punto di osservazione. Così come l’inattività ci rende innaturali e l’azione trasforma di continuo il nostro essere in divenire.

Biografia

Michele de Conti. Nato in Conegliano, Tv nel 1986.
Maestro d’arte, pittore, scultore.
Ha conseguito il diploma di maturità con specializzazione in Architettura ed Arredamento presso l’Istituto Statale d’Arte di Vittorio Veneto nell’anno 2004/2005.
Ha frequentato un laboratorio di computer grafica e ha partecipato ad uno stage formativo presso uno studio di architettura.
Dal 2006 al 2011 si è dedicato al disegno ed alla progettazione tecnica di grandi infrastrutture architettoniche in vetro ed alluminio.
Dopo una parentesi di qualche anno nel settore logistico ha ripreso la produzione artistica prediligendo la pittura e le arti plastiche.
Dal febbraio 2017 è impegnano nella realizzazione del Parco tematico d’Arte e Natura “Il Bosco dell’Arte” dove sono concentrate buona parte delle sue opere.
Mail: micheledeconti@hotmail.it